Bce a Napoli, proteste in città.

«Jatevenne!» urla una donna inferocita dai capelli scuri e gli orecchini a cerchio, inseguendo con forchetta e coltello un grasso porcellino-salvadanaio che porta sulla pancia la scritta Bce. La vignetta sta facendo il giro della Rete da alcuni giorni. Centri sociali, artisti alternativi, movimenti studenteschi e operai si mobilitano per protestare contro l’arrivo del Consiglio direttivo della Banca europea che, per volontà del presidente Mario Draghi, si riunirà a Napoli il due ottobre.

Era dalle proteste contro il «No global forum», che esplosero il 17 marzo 2001, che non si assisteva ad un tam tam a raccolta così partecipato. I dieci centri sociali della città, insieme con attivisti di movimenti diversi, a protestare contro la «globalizzazione e le politiche restrittive». Finanza e banchieri sotto accusa, negli interventi e negli annunci. Si sono mossi artisti come Enzo Avitabile, Luca ‘o Zulu, Valerio Jovine, Roy Paci, Clementino. E poi: Mama Marias, Banda Bassotti, Ensi, Bonnot-Assalti frontali, Urban Snake, Mc Mariotto, Francesco Di Bella. Hanno raccolto in un filmato, che è online, i loro inviti alla manifestazione: tutti dinanzi alla Metropolitana fermata Colli Aminei, alle nove del due ottobre mattina. Nei titoli di coda, il succo dei discorsi degli artisti che hanno voluto mettere la faccia nella protesta: «Contro il vertice dei banchieri e della troika. Assediamoli».

Ad agosto, la Bce ha deciso che la riunione prevista in Italia si terrà a Napoli. L’undici settembre, dopo un’assemblea all’ex mensa dell’Orientale, viene pensata la manifestazione di protesta. Il corteo partirà dai Colli Aminei, scenderà fino alla rotonda di Capodimonte, si arresterà a qualche centinaio di metri dalla Porta Piccola del Museo. È proprio nella Reggia, tanto cara a Ferdinando II di Borbone come a Gioacchino Murat, che si terrà la riunione dei 18 governatori delle banche centrali europee insieme con il consiglio della Bce.

«Una sede più protetta, che assicura maggiori garanzie di sicurezza», commentano in Questura. Il corteo è stato già autorizzato: dalle nove alle quindici, per un tracciato definito che dovrà necessariamente arrestarsi di fronte ad una barriera di polizia che renderà impossibile proseguire verso Porta Piccola. Nessuna «zona rossa», ma un tracciato definito dall’autorizzazione concessa dalla Questura.

Le riunioni nei Centri sociali, la mobilitazione all’Orientale, poi la Rete sono i luoghi del tam tam che si intensifica ogni giorno di più. Circola un secondo filmato, con scene apocalittiche di monumenti e torri di Parigi, Londra, Atene, Roma trasformate in macerie da fulmini e saette, che simboleggiano la finanza internazionale. Nasce così la protesta «Block Bce», che si fa filmato da Youtube. Da cinque giorni, è stata aperta una pagina Facebook proprio con la dicitura «Block Bce», che richiama un sito e poi il profilo del centro sociale «Zero81» che ha sede ai Banchi nuovi. Ha finora 6890 mi piace. «I Sud non sono colonie», si legge tra i post.

Ieri, funzionari della Digos hanno cominciato i primi sopralluoghi nell’area di Capodimonte. L’ipotesi di una riunione nella sede della Banca d’Italia in piazza Municipio è stata scartata: difficile il controllo di un’area così vasta. Meglio Capodimonte. Nei prossimi giorni il questore chiederà formalmente i rinforzi dei reparti Mobili di altre regioni. A Napoli, a partire dal primo ottobre, potrebbero arrivare non meno di 900 uomini in più per garantire l’ordine pubblico. In quei giorni, infatti, per altri incontri saranno nel capoluogo campano anche il presidente Giorgio Napoletano e Josè Barroso, presidente della commissione Ue.

Spiegano alla Digos: «Ci sarà da controllare che tutto vada per il meglio, evitando incidenti in una città dove le situazioni a rischio sono tante anche nel quotidiano». Il timore è che nella manifestazione confluiscano proteste strutturali, come quelle delle tradizionali sigle di disoccupati (Astir, Cub, Bros). Stime approssimative pensano ad un corteo possibile di non meno di duemila persone. Diverse le sigle impegnate nell’organizzazione: Collettivi autonomi studenteschi, Laboratorio occupato Ska, Quarto mondo, Zero81, Napoli ribelle.
Ma a Napoli dovrebbero riversarsi militanti di molti movimenti di protesta da altre regioni, come i No Tav dal Piemonte, i No Muos dalla Sicilia. Di certo, tutto il quartiere dei Colli Aminei si bloccherà per la manifestazione. Il traffico dovrà essere deviato, con possibili intasamenti nella zona ospedaliera. Anche il Comune dovrà attrezzarsi per studiare percorsi alternativi di viabilità, su indicazione della Prefettura.

Da https://ilmattino.it

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